Monday, February 20, 2006

L'inevitabile destino del guerriero

Quando una freccia fischia, nell’aria, scagliata in alto da chissà che animo da chissà che corpo.
Quando il dardo fulmineo partito da un dove ignoto, portata in alto, verso il sole allora coperto dalle nuvole.
Quando la corda generatrice di materia nel vento ancora vibra tra le dita del possente arciere.
Quando raggiunte le nubi inizia la discesa, decisa, di incalcolabile destino.
Quando l’eco, seppur debole, si ode da lontano, quello schiocco sordo di un cuneo che vola verso il cielo. Il suono quasi impercettibile prosegue senza esitazioni la sua corsa.
Le piogge, copiose e purificanti, per molti giorni hanno visitato le lande della battaglia e i Changsing, trovando riparo all’interno della foresta di Atserof, si godevano il riposo dei vincitori.
Ma il tempo non concede spazio agli ozi.
Ancor prima che il saggio dell’est giungesse in soccorso dei prodi,
ancor prima del suo eco, prima del volgersi della luce dopo la pioggia,
prima dell’affermarsi della calma successiva alla tensione dello scontro,
ancor prima…giunse perfetta ma crudele la verità di una freccia.
E il Changsing, ferito non conoscerà la pietà della quiete, la battaglia non finirà, mai,
se il male continuerà a strisciare sulla terra.
La vendetta dei guerrieri di luce non avrà mura capaci di contenerla.

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